RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE 5 novembre 130

Gentile Collega, 

Con riferimento all’ emendamento al DDL anticorruzione “per bloccare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio” ritengo opportuno sottolineare come tale iniziativa politica sia inaccettabile nei modi e nei contenuti.

Nei modi perché:

            ·     presa senza consultare le parti interessate ovvero l’Avvocatura;

·     presa senza affrontare il problema alla radice, ovvero l’eccessiva durata dei processi penali e delle cause civili; 

·      presa senza un disegno organico e per dare soddisfazione a quella parte dell’opinione pubblica che purtroppo, per una cattiva informazione, ritiene che i processi cadano in prescrizione perché i termini sono troppo brevi;

·      presa per dare soddisfazione a quella parte della Magistratura che vuole attenuare le proprie responsabilità per la lentezza dei processi.

I processi penali cadono in prescrizione e le cause civili sono troppo lunghe perché c’è una carenza di Magistrati e di personale di cancelleria e perché non si è mai messo mano ad una riforma organica della Giustizia.

Nei contenuti è inaccettabile perché è incivile tenere sotto la “spada di Damocle” un imputato per un tempo indefinito.

E’ inaccettabile perché le parti offese hanno diritto ad una giustizia veloce e giusta.

E’ inaccettabile perché incostituzionale in quanto contrasta con il principio della ragionevole durata del processo.

E’ inaccettabile perché è stato dimostrato che allungando i termini di prescrizione  del reato si allungano i tempi del processo.

L’Avvocatura deve immediatamente reagire ad un’iniziativa politica che deve essere contrastata e bloccata con forza sul nascere per riaffermare la centralità dei diritti.

Allego il comunicato dell’OCF a firma del Coordinatore Avv. Giovanni Malinconico e dell’UCPI a firma del Presidente Avv. G.D. Caiazza

Cordialmente

Il Presidente

Avv. Giuseppe Di Mascio